Caf - Contabilità aziendale - Firenze  
Elaborazione dati
Centro raccolta 730 - Caf
Contabilità aziendale
CAF
Contabilita
successioni
consulenza19 Jan 2018
dichiarazioni redditi
contabilità firenze
Contabilit web - Menu' -

Benvenuto
Memo
 

In scadenza a gennaio

IVA - mensile Dicembre -


Contabilità web
News
Studi di settore, onere della prova sempre a carico dell’Ufficio
La Corte di Cassazione interviene nuovamente, con la recente sentenza n. 1864/2012, depositata lo scorso 8 febbraio a cura della sesta sezione civile la cosiddetta sezione “filtro” , in materia di studi di settore, rafforzando il principio sancito dalla sentenza delle Sezioni Unite del 2009, la n. 26635, secondo il quale gli studi di settore non sono suscettibili di generare presunzioni dotate dei requisiti di gravit, precisione e concordanza.

La questione investe un accertamento fondato sui parametri accertativi, concernente il periodo d’imposta 1996, che vedeva il contribuente ricorrere per Cassazione avverso la decisione sfavorevole della C.T. Reg. del Lazio (sentenza n. 287/14/2009 del 15 luglio 2009): decisione, quella dei giudici regionali, che si fondava sulla ritenuta legittimit e congruit dei parametri accertativi e alla stregua dell’inconcludenza del contribuente in termini di onere probatorio.

Peraltro, la relazione depositata sul ricorso evidenziava, tra gli altri argomenti, l’inammissibilit dello stesso, tanto in ragione delle censure, che apparivano mosse all’accertamento impugnato e non alla decisione d’appello, quanto per il fatto che le stesse non aggredivano specificamente la ratio della decisione impugnata, la quale aveva valorizzato la circostanza che il contribuente non aveva prodotto prove idonee a superare e a vincere la prova presuntiva offerta dai coefficienti parametrici: da cui la richiesta di rigetto del ricorso per inammissibilit dei motivi o per manifesta infondatezza.

La sezione ha invece deciso per l’accoglimento del ricorso del contribuente, ribadendo che la procedura di accertamento tributario “standardizzato”, mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore, costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravit, precisione e concordanza non ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in s considerati: affermando nuovamente, in sostanza, che alcuna significativit pu derivare automaticamente dalle risultanze matematico-statistiche (definiti “meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditivit”).

Significativit che nasce, dunque, soltanto in esito al contraddittorio eventualmente svolto tra Ufficio e contribuente, il quale, tuttavia, non nemmeno suscettibile di condizionare l’impugnabilit dell’accertamento, atteso che il Giudice tributario pu liberamente valutare sia l’applicazione degli standard al caso concreto, da dimostrare a cura dell’Ufficio tanto in termini motivazionali quanto probatori, sia la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non nemmeno vincolato alle eccezioni eventualmente sollevate in ambito endoprocedimentale.
Tant’ che alcuna conseguenza pu derivare a quest’ultimo nel caso in cui scelga di restare inerte nell’obbligatoria fase contraddittoria preventiva, atteso che ci pu certo costituire oggetto di motivazione dell’atto, a questo punto fondato sulla sola applicazione dello strumento matematico-statistico, ma non preclude affatto, o limita, alcuna azione difensiva da dispiegare dinanzi al giudice (che potr, nel caso, valutare la mancata risposta all’invito nel complessivo quadro probatorio).

La prima mossa spetta all’Ufficio
La Cassazione ha dunque accolto il ricorso del contribuente, tanto per effetto del principio affermato dalle Sezioni Unite quanto in considerazione del fatto che non sono state esplicitate considerazioni di sorta, a cura della controparte resistente, circa le ragioni idonee a superare le difese opposte in merito alle censure per le quali il reddito dichiarato risultava congruo in base ai parametri applicabili pro tempore.
Confermando, cos, che se certamente alcuna delle parti in causa pu vantare un’esimente in termini probatori, altrettanto certo che, per, la prima mossa spetta all’Ufficio, la cui pretesa ben difficilmente potr resistere in sede contenziosa se fondata esclusivamente sulle risultanze matematico-statistiche, ormai definitivamente acclarati quali semplici elementi indiziari (si veda anche Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 29185/2011).
0 Comments
Posted on 14 Feb 2012 by Administrator
Name:
E-mail: (optional)
Smile: smile wink wassat tongue laughing sad angry crying 

| Forget Me
Content Management Powered by CuteNews
Altri siti di interesse:
Free software: